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Estate: è tempo di energy drinks

Il mercato degli energy drinks è in Italia un mercato giovane e molto piccolo che ha conosciuto negli ultimi anni un grande impulso.

La commercializzazione avviene in buona parte in luoghi particolari, come le discoteche e gli Autogrill, ma oggi, anche la grande distribuzione dedica molto spazio a queste bevande dall’effetto tonificante.

Molti i competitor presenti sul mercato, che puntano sulla piacevolezza del packaging per attirare l’attenzione di un pubblico, per lo più di giovani consumatori.

Quanto succo di frutta beviamo?

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Oggi sono 40 miliardi i litri di succhi di frutta consumati nell’intero pianeta, con un pro capite corrispondente intorno ai 6 litri/anno. Il record dei consumi pro-capite spetta al Canada (quasi 50 litri annui), seguito da Germania (40 litri) e USA (36 litri). Quest’ultimo mercato da solo rappresenta quasi un terzo del totale consumi mondiali.

Il succo d’arancia occupa il primo posto nelle preferenze ed il più grande produttore mondiale è il Brasile, che esporta il 99% della sua produzione, seguito dagli USA, la cui produzione è assorbita quasi completamente dal mercato interno.

Il packaging rappresenta per i succhi di frutta ed i soft drinks in genere una leva imprescindibile di marketing, più che per gli altri segmenti del beverage, in grado di indirizzare le scelte di acquisto. Il prodotto industriale pre-confezionato per il largo consumo ha cominciato ad affermarsi solo a partire dal dopoguerra, con la diffusione delle prime tecnologie di confezionamento in grado di assicurare una buona conservabilità al prodotto. Attualmente il materiale più utilizzato è il PET che domina nei formati da 1 e 1,5 litri e sta crescendo enormemente nei formati single-serve.

Il packaging secondario, un costo “da sostenere”

secondario_packagingSotto la lente di ingrandimento questa volta è finito il packaging secondario.

L’associazione americana PMMI (www.pmmi.org) ha condotto una ricerca intervistando i professionisti del packaging from consumer packaged goods (CPG) firms in the food, beverage, dairy, electronics and personal care markets; materials suppliers; and contract packagers.

Il risultato di questa ricerca ‘Secondary Packaging Market Research Study’ evidenzia come la sostenibilità è il top-of-mind per il 70% degli intervistati. O meglio, lo studio indica che spesso la sostenibilità rappresenta un mezzo per conseguire un risultato piuttosto che un obiettivo in sé.

Fra le tendenze evidenziate dagli intervistati, si assiste ad un progressiva crescita dell’impiego di materiali alternativi come the corn-based bio-plastic polylactic acid (PLA); Hexacomb, a honeycomb product made from container board and starch; thin-seal polypropylene; reductions in flute construction and micro flutes; and folding boxes in new ways to reduce corrugated fibreboard.

Queste nuove soluzioni impattano naturalmente anche su tutta la filiera delle macchine (riempitrici, riordinatori e tappatori) che si occupano del packaging primario.